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Divino Infante . Hanno scritto di noi

Il Gazzettino


Un museo per Gesu Bambino di Giovanni Lugaresi

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Gardane Riviera NOSTRO SERVIZIO II contrasto non potrebbe essere più stridente, provocante, seppure in grado di aumentare, per così dire, la curiosità e l'interesse culturali. Là, il Vittoriale di Gabriele D'Annunzio, erotomane dedito alla cocaina (ma non soltanto questo, ovviamente), e qui, proprio dietro il complesso del poeta soldato, un nuovo ambiente che ne rappresenta l'opposto: l'innocenza, la fede, la vita che nasce. Qui infatti ambienti, oggetti -e atmosfera, quindi - parlano un linguaggio affatto diverso dal piacere, dal kitsch, di quello che Benedetto Croce definì «dilettante di sensazioni». Nel "Museo del Divino Infante", voluto e realizzato da una signora di Monaco di Baviera, vedova di un grande e notissimo albergatore gardesano, infatti, incontriamo il trionfo della fede cristiana nella sua prima manifestazione: l'incarnazione di Nostro Signore. Sono 250 sculture (più nove quadri) raffiguranti Gesù Bambino (il "Divino Infante", appunto) e un presepe da meraviglia a costituire questa nuova attrazione di Gardone Riviera e l'unico esempio di questo genere di collezionismo nel mondo. Hiky Mayr, l'artefice di questo museo che si articola in due saloni su altrettanti piani (mille metri quadrati) più ingresso, uffici, stanza per il restauro, eccetera, ha lavorato due anni per arrivare all'allestimento definitivo del suo progetto, ma dietro c'è oltre un trentennio di collezionismo, appunto. Tutto nacque dalla visita alla . bottega di un rigattiere: «Fra le pile di vecchie pentole in rame -racconta la stessa Mayr - vidi spuntare due gambette nude di un Bambino Gesù. L'immagine era commovente. Il Bambino era in tristi condizioni: sporco e pieno di scrostature sul corpicino martoriato. In cambio dell'acquisto di alcune pentole, il commerciante mi fece dono del Bambino che divenne il Capostipite della collezione e anima di una passione», che ha trovato la realizzazione poi in questo museo. Hiky Mayr in questi trentacin-que anni ha girato mercati e mercatini acquistando pezzi su pezzi che ora si possono ammirare per varietà di tipologia, materiali di realizzazione, epoca storica. Il nucleo più consistente della raccolta presenta opere riferibili ai secoli XVII °- XVIII ° provenienti da botteghe artigiane siciliane, ma ci sono anche pezzi del XVI° e del XIX° secolo. Il presepe (napoletano) è stato realizzato con pezzi acquistati a più riprese e all'occorrenza restaurati dalla stessa Mayr. Complessivamente si tratta di 130 figure umane più 60 di animali, in una scenografia suggestiva per forme, colori e paesaggio. Hiky Mayr ha realizzato questo museo con passione, senso della tradizione, sensibilità artistica, ma soprattutto (lo avverte lei stessa) con una fede che viene da lontano, quando bambina veniva invitata dal padre alla preghiera. Giovanni Lugaresi