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Divino Infante . Hanno scritto di noi

L'Arena di Verona


Partenza alla grande per la rassegna in Arena dedicata ai presepi
Quasi 4mila visitatori per il "divino infante"

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Oltre 400 opere provenienti da tutti i Paesi del mondo: la ventiduesima edizione della Rassegna internazionale del presepio patrocinata dall Unesco, inaugurata ieri mattina negli arcovoli dell'Arena, conferma la sua consolidata tradizione, proponendosi ancora una volta come una ricca e suggestiva carrellata delle raffigurazioni che il mistero della Natività ha ispirato nei secoli. E suggestiva è stata anche la manifestazione di apertura di questa rassegna che resterà aperta fino al 22 gennaio, tutti i giorni - compresi i festivi -con orario continuato dalle 9 alle 22. Alla cerimonia del taglio del nastro, ieri alle 12, sono intervenuti il sindaco Paolo Zanotto, monsignor Maffeo Duco-li, vescovo emerito di Fel-tre, che ha dato la benedizione, monsignor Domenico Mogavero, sottosegretario della Conferenza episcopale italiana, don Gior-&io Benedetti, direttore eU'Ufficio pastorale per il turismo, Giordano Veronesi, presidente deella Fondazione Verona per l'Arena che organizza l'evento, e Alfredo Troisi, segretario generale della Fondazione, che ha ideato e coordinato la rassegna, in collaborazione con il Comune, la Camera dicommercio e la Provincia. Molti anche i veronesi, tra i quali vari consiglieri comunali e assessori, che hanno partecipato a questa prima visita. Nella cornice degli arco-voli, ecco dunque le opere provenienti da musei, collezioni, presepisti e appassionati di tutto il mondo: Francia, Spagna, Slove-nia, Polonia, Svizzera, Germania, Austria Repubblica Ceca, Portogallo, Perù, Africa, America Latina, Cuba, Corea, Cina e Giappone sono i Paesi rappresentati, a sottolineare il carattere multietni-co e la promozione del messaggio di tolleranza tra popoli e culture diverse che dai presepi arriva. Per quanto riguarda poi le curiosità speciali della rassegna di quest'anno, va segnalata prima di tutto una sezione speciale con 22 opere appartenenti alla collezione di Hiky Mayr, la più completa raccolta di opere figurative dedicata all'iconografia e al culto del Bambino Gesù e, in alcuni casi, a Maria Bambina. Le statue esposte sono realizzate in materiale differente: terracotta, legno, cera o cartapesta, sono databili tra i secoli XVII e XIX e proven-gono da botteghe artigiane italiane, in prevalenza napoletane e siciliane. La proprietaria Hiky Mayr le ha acquistate in 35 anni di appassionata ricerca sul mercato antiquario. Le altre sezioni speciali di quest'anno sono: la natività nella scultura, curata dall'Accademia dell'arte e artigianato di Verona; i presepi di Nuccio Bertucce (Sicilia)'i presepi di Gianfranco Bevilacqua (Sicilia); i presepi di Greccio; i presepi della Val Gardena; arte e tradizione del Presepe nel Veneto; i presepi di Luigi Cadetto; i diorami spagnoli di Mestres. E proprio i diorami costituiscono un'altra curiosità della mostra: diorami propriamente significa rappresentazione di luoghi, persone e oggetti eseguita con particolari tecniche di illumuiazione. Si tratta dunque di «scatole magi-che» in cui il gioco delle luci dilata ampiamente la visione frontale, con raffinate illusioni di prospettiva. Immancabile, a completare il paesaggio del Natale in Era, e adaccogliere i visitatori della rassegna, anche quest'anno è tornata la grande stella cometa che con i suoi 70 metri di altezza segnala le «grotte» delle 400 natività in mostra. Alessandra Gaietto