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Divino Infante . Hanno scritto di noi

Restauro


Restauro e Passione.

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A Gardone Riviera, a due passi dal Vittoriale. è possibile visitare la più importante e completa raccolta al mondo di sculture dedicate al Bambin Gesù. La proprietaria, Hiky Mayr, è una collezionista colta e raffinata di origine tedesca, che da più di trentacinque anni si dedica con grande passione alla ricerca e al restauro di opere legate al culto del Bambin Gesù e che. lo scorso anno, ha raggiunto l'obiettivo sognato da tempo di fondare un vero museo, denominato "Museo del Divino Infante". In due vaste sale, da lei stessa ristrutturate e concepite ad hoc, sono esposte, in teche di vetro e in ambiente climatizzato, ben 250 sculture, datate dal XVI al XIX sec.. realizzate soprattutto in Sicilia e a Napoli, con materiali diversi (legno policromo, cera, terracotta, cartapesta), che documentano la tradizione di un culto, molto sentito nel passato e l'iconografia di questo soggetto sacro, raggruppando le sue diverse tipologie di rappresentazione: in fasce, nudo, dormiente, tra i fiori del Paradiso o vestito da Piccolo Re. con corona e abiti preziosi. Sono sculture, tutte rigorosamente italiane, che in gran parte provengono dai conventi", ci spiega Hiky Mayr,"poiché nel passato alle novizie di buona famiglia veniva regalato un Bambin Gesù prima che entrassero in convento, così come spesso ne veniva inserito uno nelle doti delle spose. In questo caso si tratta di sculture di buona fattura, a volte opera di bravi artisti, mentre in altri casi erano manufatti di stampo artigianale, creati dalle pie donne

in convento. Ho cercato di riconsegnare agli italiani una testimonianza storica della loro fede e di salvaguardare e conservare ut patrimonio artistico-culturale che sarebbe andato disperso". In tal senso, a noi non interessa qui documentare la descrizioni delle opere (e sarebbe lavoro assai lungo, visto che ogni pezzo possiede una storia, una motivazione, dettagli curiosi, che la proprietaria sa peraltro raccontare in modo dettagliato e coinvolgente bensì sottolineare l'aspetto conservativo e l'attività di restauro chi la stessa Mayr conduce con competenza e rigore metodologico. "Ho acquistato queste opere nei mercatini antiquari e molte d esse erano in condizioni conservative pessime, per cui ho sentiti l'esigenza di prendermene cura personalmente, affinando tecniche di restauro che rispettino sempre l'originalità dei materiali dell'iconografia. Anche la confezione delle nuove vesti, a volt indispensabile, viene realizzata con stoffe e paramenti rigorosa mente d'epoca, che trovo sempre dagli antiquari, e seguendo modelli e tecniche del tempo. A volte, per individuare le caratteristiche originali da integrare, mi è necessario lo studio di molti test e la consultazione di esperti".
Un'attività di studio e indagine, già approfondita dal preziose volume monografico edito da Franco Maria Ricci, alla quale la fondatrice del museo vorrebbe partecipassero anche gli appassionai d'arte e gli studenti di restauro.

E proprio a conferma di questo desiderio di condivisione e di apertura al territorio, nello spazio del museo, oltre al laboratorio di restauro dove opera la Mayr, è stata allestita una sala didattica, in cui vengono organizzati brevi stages, che insegnano come venivano creati i Bambin Gesù e che guidano i corsisti alla realizzazione di un Bimbo in fasce, con testa in cera, secondo le antiche tecniche. Assistiamo così ad un interessante esempio di applicazione del concetto di Valorizzazione, così come la moderna teoria dei Beni culturali la concepisce : un progetto completo che. partendo dalla ricerca del Bene e dallo studio della sua presenza nel territorio e del suo profilo storico-artìstico, procede con la sua conservazione e il restauro, per concludersi con la fruizione da parte del pubblico, fine ultimo di ogni vera e valida azione di Tutela.