
di Cristina Sartori
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Il primo esemplare della collezione mi fu regalato da un rigattiere; era un piccolo Gesù Bambino con le gambette in su e come lo vidi me ne innamorai all'istante. Da allora sono passati trentacinque anni e la mìa famiglia di "piccoli Gesù" è notevolmente aumentata: ne possiedo duecentocìnquanta! Si illumina Hiky Mayr quando parla dei suoi "Bambini" che costituiscono senza dubbio una delle più preziose e originali collezioni di sculture devozionali d'Europa. AH'inizio non fu difficile acquistarli; era l'epoca dei "putti" e nessuno voleva i "Gesù Bambino", Negli anni poi ho imparato a restaurarli e ho potuto così intervenire su ogni pezzo riportandoli allo splendore originale. La collezione Hiky Mayr, già oggetto di numerose ed apprezzate mostre in tutta Italia, ha da poco trovato una sede permanente nel nuovo Museo del Divino Infante a Gardone Riviera che espone la gran parte dei pezzi, tra I quali sette rare e pregiatissime sculture dedicate al culto di Mayr Bambina e un favoloso presepe disposto a ferro di cavallo per una estensione di 25 metri quadrati e animato da 130 figure e 60 animali tutte provenienti dalle migliori botteghe dei preseparf napoletani e raccolto anch'esso, pezzo dopo pezzo, in oltre trent'anni di appassionata ricerca. IL NUOVO MUSEO DEL DIVINO INFANTE Ha celebrato la nuova apertura con una suggestiva mostra che ha esposto i pezzi più preziosi di questa particolarissima collezione. Situato a Gardone Riviera in un zona panoramica affacciata sul Lago di Carda e a soli 500 metri dal Vittoriale, il nuovo Museo del Divino Infante con una splendida Madonna senese della fine del Duecento, accoglie i visitatori nelle moderne sale che espongono, in un allestimento sobrio ed elegante, una delle più originali collezioni d'Europa, e forse del mondo, di statue di Gesù Bambino. Nelle particolari teche sono esposti gli oltre duecento capolavori nati da abili manifatture e dalla devozione nobile e popolare, disposti in due sale per mille metri quadri di spazio espositivo distribuito secondo un percorso estetico e a tema. Sempre a disposizione dei visitatori la signora Hiky Mair per raccontare questa sua passione nata trentacinque anni fa e per illustrare la storia e le caratteristiche di ognuno di questi "Bambini", alcuni dei quali addirittura ribattezzati con affettuosi soprannomi come il birbante "Frizzi", divenuto un po' la mascotte del museo e della collezione. Il museo è aperto tutti i fine settimana e su richiesta per gruppi e scolaresche. LA COLLEZIONE HIKY MAIR Con gli oltre duecentocinquanta pezzi raccolti in trentacinque anni, la collezione della signora Hiky Mayr, tedesca di nascita ma italiana nel cuore, rappresenta sicuramente una delle più ricche e preziose raccolte di opere figurative dedicate all'iconografia e al culto del Bambino Gesù. Le statue testimoniano la devozione al culto del Divino Infante in un arco temporale che va dal XVII al XIX secolo e provengono dalle migliori botteghe artigiane italiane, in particolare napoletane e siciliane, realizzate con tecniche e materiali diversi: dall'argilla, alla terracotta, alla cera, al legno alla madreperla.Dal punto di vista tipologico la Collezione Hiky Mayr propone esempi di straordinaria varietà: dai Bambini colti nella loro nudità o preziosamente abbigliati, alle Sacre Bambole cioè le statue di Gesù destinate ad essere rivestite con sontuosi abiti impreziositi con perle e gioie; dai Bambini del Paradiso, piccoli Gesù Bambino addormentati in habitat ricchi di fiori, piccoli animali e particolari naturalistici ai tipici Bambini distesi avvolti in fasce, tipologia molto diffusa per la rappresentazione del Divino Infante con testa e spalle plasmate e corpo completamente avvolto nelle stoffe più rare e pregiate. IL CULTO DI MARIA BAMBINA Accanto alla devozione popolare per il Divino Infante che si diffonde dal XVI secolo, si afferma nel Nord Italia specialmente in Lombardia il culto di Maria Bambina, raffigurata secondo la visione del cardinal Federigo Borromeo (1564-1631) come una bambina avvolta in fasce e attorniata da angeli. Ed è a una monaca francescana, suor Isabella Chiara Pomari superiora delle Francescane di Iodi, che si deve la realizzazione del simulacro più famoso di Maria Bambina modellato tra il 1 720 ed il 1 730 e raffigurato secondo l'immagine del cardinal Borromeo: una bimba a grandezza naturale con il volto in cera e con la corona di stelle. Le statue di Maria Bambina sono rarissime dato il ristretto territorio nel quale si diffusero; venivano donate alle fanciulle avviate al convento che le accudivano con tenerezza e devozione quasi materne e regalate alle spose come buon auspi-cio di fertilità. La Collezione Hiky Mayr espone sette splendidi esemplari di Maria Bambina, due dei quali estremamente pregiati: una Maria Bambina coricata e avvolta in fasce del XIX secolo in cera policroma attorniata da foglie di carta e fiori di conchiglie e una Maria Bambina in culla sotto una campana di vetro degli inizi del XX secolo.