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Divino Infante . Hanno scritto di noi

Giornale di Brescia


sabato 26 agosto 2006
A Gardone una collezione unica di Gesù Bambini e Marie Bambine
di Giancarlo Piovanelli

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GARDONE RIVIERA - C'è persino l'ascensore in un appartamento moderno a due piani che non manca di nulla; c'è persino una saletta per eventuali rinfreschi e conferenze. Si tratta del museo del Divino Infante a poca distanza dal celebre Vittoriale di D'Annunzio a Gardone Riviera. A partire dal 19 novembre del 2005 nella bella località gardesana c'è una altra straordinaria realtà da scoprire, oltre al celeberrimo Giardino Hruska e alla raccolta dei cimeli dell'uomo che ebbe l'ardire di volare su Vienna con un aereo che oggi sarebbe considerato un trabiccolo. Si tratta di una raccolta favolosa, unica al mondo; e lo posso dire senza spavalderia dal momento che ho visitato tutti i musei più importanti d'Europa. È una collezione di Gesù Bambini e di Marie Bambine messa insieme da una magnifica signora che si chiama Hiky Mayr, la proprietaria del gradevolissimo Hotel Fasano, che ha impiegato trentacin-que anni della sua vita per realizzare il suo sogno. Ho avuto la fortuna di avere una guida d'eccezione: la signora Cipani. Forse, solo una bavarese cattolica, come è la signora Hiky Mayr, poteva avere la costanza di raccogliere tanti oggetti religiosi. La Baviera, infatti, insieme all'Austria è probabilmente la regione più ricca di monasteri d'Europa, dove la pietà religiosa si è mescolata con il gusto sfarzoso che ha plasmato «ad semper» il carattere di quel popolo, presso il quale hanno lavorato innumerevoli artisti italiani anche figurinai come quelli che venivano da Lucca. Ci sono più di 200 sculture di quattro secoli che documentano la tecnica e l'iconografia del piccolo re che spesso è in piedi, tenendo in mano il globo o magari un chicco d'uva, simbolo della passione. Non manca persino uno straordinario presepe napoletano del '700 con più di 130 figure e numerosi animali. C'è tutta l'esuberanza della città partenopea, cui si ritagliava benissimo lo sfarzo spagnolesco e con la partecipazione non solo di tutte le categorie popolari, ma anche di genti e di animali di altri paesi e cioè un presepe di respiro mondiale. Dal Bambino dell'Ara Coeli al Presepe di Greccio la iconografia di Gesù, ha sempre occupato una posizione centrale nella iconografia cattolica. È interessante sottolineare, però, che il Cristo Bambino integralmente nudo compare solo in età umanistica e cioè nel '400, quando si insiste molto sulla umanità del Cristo che deve apparire in tutta la sua evidenza, cosa che era già stata sottolineata nei Concilii di Nicea ed Efeso. Molti di questi Gesù Bambini venivano creati appunto nei monasteri femminili. Questa iniziativa meritevolissima fa bene sperare per la cultura gardesana. Speriamo che la casa di Zanardelli, per esempio, al confine di Fasano con Mader-no, si possa trasformare presto in un museo, una calamità per chi ama conoscere l'Italietta dei primi 900. Il museo del Divino Infante è aperto ogni giorno, tranne il lunedì, dalle ore 16 alle 20, in Via dei Colli, 34.