Ed infine un’altra escursione abbastanza impegnativa che porta da Barbarano (frazionedi Salò) fino alla frazione di San Michele e Morgnaga (frazionidi Gardone).
Partite da Gardone Sotto e proseguite lungo la gardesana verso Salò superando il ponte di Barbarano e prendete la strada che costeggia il borgo, a fianco di alcuni edifici disposti a ridosso del torrente. Oggi la destinazione prevalente di questa zona è prettamente residenziale, ma da un’attenta osservazione possiamo rintracciare l’origine di tipo artigianale di parecchi stabili, legati alla presenza dell’acqua che, guidata da condotte, deviazioni ed ingranaggi , aiutava nelle attività di molitura o di lavorazione del ferro. Un curioso murale dipinto sulla facciata di un capannone propone appunto una di queste funzioni, tratteggiando un mulino.
Nell’impianto e nella decorazione di alcuni edifici, è evidente la contaminazione con le architetture storiche nord europee.
Dopo qualche centinaio di metri il quartiere abitato finisce ed anche la strada termina, ma non la Vostra escursione, perché oltrepassata un’apertura in un muro di sostegno a ridosso della scarpata che Vi permette di raggirare una proprietà privata, ritrovate un’indicazione con una freccia verde che Vi confermerà che siete su uno degli itinerari proposti dalla carta dei sentieri redatta dall’Apt locale.
Attraverso una forra formata dal torrente percorrete un camminamento impegnativo formato da un impasto di argilla e non da roccia, ma niente paura continuate anche perché c’è sufficientemente coesione, infatti le pareti laterali si elevano quasi verticalmente per decine di metri.
Un ponticello in pietra Vi rivela un condotta d’acqua coperta su cui si può camminare e Vi permette di attraversare il corso d’acqua e continuando, sempre sul “coperchio” di questo canale, superiamo il punto più stretto, ombroso e alquanto umido della valletta.
Aiutati da un cavo passamano nei punti più scivolosi, proseguite giungendo ad una passerella che, valicando di nuovo il torrente, conduce ad un rudere coperto dalla vegetazione.
Siete arrivati alla vecchia fucina per la lavorazione dei chiodi. Ora tutto è cadente ed il silenzio è interrotto dal rumore dell’acqua sul fondo del torrente. Tornate sui Vostri passi, ripercorrete la passerella e proseguite sul sentiero che risale lungo il crinale sinistro della valle. Procedete in salita
E riconquistate la luce giungendo su un dosso contornato da cipressi. SpostateVi un po’ a sinistra ed ecco che si apre un panorama che spazia dal Monte Baldo alle isole e ai golfi del lago.
A colpirVi sarà soprattutto la luminosità del paesaggio in netta contrapposizione con l’angustia della vallata.
E’ un posto speciale molto interessante per la vegetazione arborea. Riprendete il cammino, in direzione nord lungo le siepi di allori e, giunti su una strada ciottolata, continuate in salita tra prati e uliveti ben tenuti. Le immagini attorno a Voi ripagano dell’affanno che la pendenza accentuata provoca nei meno allenati. Attenti a non farVi venire il fiatone perciò procedere senza fretta e con un passo cadenzato mai frettoloso o nervoso. Giungerete dopo poco ad un gazebo di legno, denominato dai locali con molta libertà “pagoda”, a causa della forma del tetto. Comunque ricorda certe pagine letterarie dell’ottocento russo dove i vari personaggi si incontravano per sorseggiare il the versato dal Samovar.
Costeggiando il parco della villa ottocentesca che lo comprende, compite ancora un piccolo sforzo ed ecco ritornati sulla strada asfaltata che conduce a San Michele.
Siete arrivati sul punto più alto dell’escursione e da qui Vi sembrerà di dominare il lago.
Per il ritorno scendete percorrendo una tornante della strada asfaltata e subito dopo prendete sulla destra, indicata con il segnale di colore arancione (Via Ceriolo – cartello per Gardone Sopra).
La strada a ciottoli scende affiancando un anfiteatro morenico coltivato ad ulivi.
Proseguite sempre evitando le deviazioni fino a raggiungere un bivio con una santella ed una panchina. Siete arrivati a Montecucco, grazioso agglomerato di case in una posizione sempre rivolta verso il lago. Passate sotto un portale ed attraversate il paese sino alla sua estremità ad est, tornate a scendere ed arrivate a Gardone sopra. Il piccolo centro rappresenta alcuni scorci architettonici interessanti e curiosi. Prendete la destra scendete lungo una scalinata, e sbucate su una piazzetta di lato alla quale spicca la casa Ciapei, curiosamente decorata con dipinti su ceramica.
Imboccate la strada dietro al Municipio (Via Carere) , segnata da un passaggio coperto da un volto.
Proseguite sotto il giardino dell’asilo e attraverso la via che si stringe, uscite dal borgo fino alla Via comunale che riconoscete perché asfaltata e non più a porfido e dopo poco arrivate alla frazione di Morgnaga.